Breve relazione sugli ossi fossili trovati non à guari vicino Palermo.

Data nel giornale officiale di Palermo num. 26 A dì 1° Aprile 1830 del Barone Bivona Bernardi.

 

            E' da parecchi mesi che taluni qui hanno avuto contezza d'essersi rinvenute dentro una grotta, ossa di grandi animali in moltissima quantità; ma non son che giorni che divenuto questo fatto comune per la città, io il riseppi: dietro di che essendo più volte andato a visitare il luogo, piacemi ora di dire in succinto quel che ho osservato.E' il sito della grotta al pie' del nostro vicino monte Grifone(*), ed al termine precisamente di quella piccola falda, la qual soprasta alle scaturiggini di Maredolce, ai tre archi dell'antica naumachia, ed alla lor vicina chiesa di S. Ciro.

            Quivi, come mi fu detto, un contadino scavando nella state dell'anno scorso, colla mira di trovare un tesoro, in vece di oro o di argento, trovò delle ossa. Il prezzo benché tenue, per cui queste ossa si sono comperate dai trafficanti, ne ha fatto continuare lo scavo, e segno che oggi vien chiaro veduto, giacere esse sotterra per tutta quanta è la profondità della grotta a strati orizzontali non interrotti. Ciò che fa distinguere uno strato dall'altro sono le diverse materie, cui le ossa stanno frammesse od agglutinate, come anche lo stato di petrificazione o d'incrostazione fatiscente delle ossa medesime. Così si osservano per un'altezza di venti palmi circa.

            1. Strati d'ossa nello stato di fatiscenza frammescolate con ciottoli calcarei e argilla da vasellai. I molti quintali delle ossa vendute sono stati estratti d questi soli strati per ragione della loro scioltezza.

            2. Strati d'ossa nello stato di petrificazione agglutinate a ciottoli e tufo calcareo.

            3. Strati d'ossa nello stato di petrificazione agglutinati a ciottoli d'argilla indurita.

            4. Strati d'ossa nello stato di pietrificazione agglutinate a ciottoli ed arena quarzosa mediante un cemento calcare.

            Fra la terra in fine che ricuopre il più alto strato sopra al quale si cammina, non mancano frantumi d'ossi petrificati, tuttoché radi e de' più sottili.

            Oltre a queste van riferite altre due circostanze. La prima si è che tutta la parte inferiore della parete sinistra della grotta, che con lo scavo si è messa a nudo, presenta la superficie spianata e liscia, mentre la superiore ala pari della volta l'ha ineguale, scabra, ed in certuni punti bucherata da qualche specie di Modiola, che un tempo vi stanziò. La seconda, che uscito fuori dalla grotta, ond'esaminare quella porzion di terreno coltivato che le sottostà, vidi inoltre misto alla terra minuzzame d'ossa, poco poco alla superficie carbonozzata.

            Tutte le già esposte osservazioni dimostrano che il terreno della grotta è un di quei che i geologi chiamano mobili di alluvione, e di conseguenza, che le ossa sono state ivi trasportate e depositate in diversi tempi dalle acque; fanno ancora molta probabilità che il banco che le racchiude, abbiasi ad estendere per uno spazio assai maggiore che quello della grotta non è.

            Toccherò ora degli animali, ai quali le ossa si appartengono, secondoché in dieci giorni ho potuto vederne.

            Il maggior ossame è d'Ippopotami. Ve n'ha del grande Ippopotamo fossile descritto dal Cuvier Recherches ecc. pag. 310: ve n'ha del medio e del piccolo descritti pur dal Cuvier opera cit. p. 332. e 322.

            Il minor ossame appartiene all'Elefante primigenio del Blumembach, ossia mammouth de' russi; a due gran ruminanti, e ad altri mammiferi ruminanti minori, che in seguela di ulteriori ricerche mi riserbo a far conoscere.

            Quantunque la poca altezza del banco di quest'ossa sopra il livello attuale del mare vieti di riferirlo ad una delle più antiche catastrofi, pur riguardando la differenza degli animali discopertivi da quei d'oggigiorno, quella da cui andò dipendente risalisce assai al di là d'ogni umana memoria.

            Sembrandomi che il fin qui detto basti pel semplice annunzio che mi proposi di dare, soggiungerò soltanto, che fa raccapriccio il vedere come il proprietario del luogo sia così impassibile da non iscuoterlo il modo distruttore con cui quelle venerande medaglie della natura vengon dissotterrate, e l'uso vilissimo a che si destinano. Qual museo pubblico o privato, qual'amatore, qual curioso non vorrebbe farne acquisto? Per le ossa fossili ha esteso il suo regno la Zoologia; per le ossa fossili la Geogonia si è elevata a grado di scienza; per le ossa fossili abbiamo congetturato una serie di epoche successive, e d'operazioni differenti, che sono state nella formazione del nostro globo.

            Palermo 29 marzo 1830

                                                                                    Barone Bivona Bernardi



(*) Questo e tutti gli altri monti che cingon la valle di Palermo sono di calcio carbonato compatto a transizione a rari ammoniti.